Pubblicità d’epoca: il manifesto Martini è uno degli oggetti più richiesti!

Quando ho iniziato la mia attività quasi 10 anni fa e lo facevo in modo ancora del tutto amatoriale, tra gli oggetti che amavo di più dai quali è “cominciato tutto” c’erano i manifesti pubblicitari e le insegne.

All’epoca non sapevo bene quello che facevo, agivo per passione e per istinto ma nel tempo ho avuto la conferma che il mio sesto senso aveva colto nel segno: la pubblicità è l’antiquariato del futuro e attira sempre più collezionisti e appassionati.

In particolare ci sono degli oggetti che attirano l’attenzione: primo tra tutti il manifesto Martini d’epoca.

Un marchio che conoscono tutti che ha fatto pubblicità in modo intelligente, sfruttando grandi talenti come Armando Testa, Andy Warhol, Marcello Dudovich e tanti altri.

Il brand Martini si impose all’inizio del Novecento e, già negli anni Venti di quel secolo uno dei suoi manifesti pubblicitari divenne iconico: l’affascinante “Dama Bianca”, di Dudovich colpì l’immaginario collettivo ed ancora così per molti appassionati che conosco e che visitano spesso Galleria Novecento.

Marcello Dudovich per Martini&Rossi

Pochi anni dopo, nel 1925, nacque il famoso marchio dell’azienda, che gli americani definirono “ball and bar”: un cerchio rosso sormontato da un rettangolo nero con la scritta Martini, composta in maiuscolo.

L’origine del logo non è documentata con esattezza, ma si racconta che anche in questo caso fu un artista, il disegnatore Livio Cibrario, a sottoporre ai proprietari tre modelli di marchio.

Essi scelsero ad intuito e a posteriori la loro lungimiranza è da invidiare, visto il primo restyling del logo Martini è avvenuto oltre 50 anni dopo.

Tra i grandi illustratori della cartellonistica Martini si trova anche Giorgio Muggiani che nel primo dopoguerra (1921) realizza per la Martini&Rossi un manifesto litografico ispirato al futurismo.

Manifesto Martini di Muggiani

Esso raffigura un atleta che serra tra le mani una bottiglia di Martini e pare quasi lanciato verso lo spazio in una scia luminosa.

Infine, tra gli autori più famosi, c’è Armando Testa che ha creato per l’azienda l’illustrazione del “Gran Spumante Riserva Montelera”, un’immagine in cui protagonista è una bottiglia in smoking, abbigliata con cappa di seta e papillon.

Armando Testa per Martini&Rossi

Inoltre Testa fu anche l’autore di numerosi bozzetti, tra cui il gallo realizzato con un collage di etichette che simboleggia gli ingredienti dei cocktail.

Il contributo di Andy Warhol, invece, risale alla fine degli anni Cinquanta, quando ancora non aveva raggiunto la notorietà e la campagna di sua creazione era destinata al mercato americano. Nei colori guida del rosso (per il sweet Martini – com’era denominato negli USA il Martini classico) e del verde (per il Martini dry), Warhol elaborò quattro tavole, uscite sulle principali riviste dell’epoca.

Nell’articolo ti ho parlato di manifesti e pubblicità, anche se gli oggetti da collezione legati a questo marchio sono moltissimi, primi tra tutti bottiglie da collezione e bicchieri.

Non sempre è facile distinguere se questi oggetti siano autentici: per questo, in ogni caso, ti consiglio di rivolgerti a esperti (soprattutto se non sei del settore) che fanno questo lavoro da anni.

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