La storia della Poltrona Chesterfield (e delle sue imitazioni)

C’era seduto Morpheus in Matrix, mentre con un tono indimenticabile offriva a Neo la scelta:

Matrix

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

Gli appassionati di serie televisive forse se la ricordano in Sherlock Holmes come in molte altre: sto parlando della famosissima poltrona Chesterfield, un’icona di stile utilizzata nel mondo del cinema e della televisione, ma anche nella vita reale nelle abitazioni di lusso di star, politici e, soprattutto, da chi ha buon gusto ed è appassionato al mondo dell’arredamento e del modernariato.

In questo articolo

Come nasce la poltrona Chesterfield (o il divano)

Un successo mai tramontato

Il cambiamento del design

Nuovo o utilizzato? Non ci sono dubbi!

Come nasce la poltrona Chesterfield

L’invenzione di queste poltrone e divani dalle sedute incredibilmente comode viene attribuita a Lord Philip Stanhope di Chesterfield, che per primo ne commissionò la creazione ad un artigiano londinese.

L’ispirazione di Stanhope derivava molto probabilmente dalle carrozze della sua epoca, che avevano sostituito alla stoffa la più resistente e igienica pelle.

Così il Lord, finissimo intellettuale e protettore di Voltaire, descrisse accuratamente la sua idea e la fece realizzare fin nei minimi dettagli.

Il risultato fu eccezionale: la poltrona Chesterfield (dal nome del feudo di Lord Philip), una seduta comodissima che permetteva di riposare mantenendo una posizione composta e senza sprimacciare gli abiti – condizione importantissima per l’aristocrazia dell’epoca.

Vista la praticità del prodotto finito e la grande influenza che esercitava il creatore dell’oggetto nella società inglese a lui contemporanea, il successo non tardò ad arrivare e la diffusione aumentò con il passare del tempo.

Un successo mai tramontato

Nato come una poltrona o un divano di servizio, il Chesterfield presto acquisì a pieno titolo il diritto di entrare anche nelle sale di rappresentanza, per sostituire i divanetti settecenteschi tendenzialmente più angusti, con una componente di imbottitura molto minore e, quindi, molto scomodi.

Successivamente fu molto utilizzato nei club inglesi per l’ottima posizione che permettevano di mantenere durante la lettura e per la sua innata eleganza, solennità e resistenza.

Da allora si sono alternate mode, stili e gusti, ma il successo di questo pezzo di arredamento è rimasto pressoché invariato, attraversando prima l’oceano e diffondendosi in America e poi estendendo la sua fama anche altrove attraverso i secoli.

Il cambiamento del design

Nonostante siano state fatte alcune piccole varianti sul design della poltrona Chesterfield e non manchino le rivisitazioni, di fatto nella stragrande maggioranza dei casi il design ha subito solo piccoli cambiamenti, proprio in virtù della sua comodità, pulizia e bellezza.

Già dall’800 il sostantivo Chesterfield iniziò ad essere utilizzato come sinonimo di divano, ed in particolare di divano in pelle.

Gli elementi distintivi della poltrona Chesterfield sono sostanzialmente 2:

  • La pelle utilizzata, che è quella bovina, di primissima scelta e lavorata con particolare cura e attenzione affinché sia molto liscia, gradevole al tatto e molto resistente.
  • La lavorazione capitonné con i bottoni a schema regolare su base romboidale o quadrata.

In particolare questo tipo di lavorazione (trapuntata) si è rivelata una trovata straordinaria per aumentare la comodità della seduta.

L’imbottitura, infatti, viene lavorata completamente a mano in modo da formare cuscinetti che che la fissino attraverso il filo di capiton (uno scarto di lavorazione della seta) nella posizione ottimale attraverso i bottoni – anch’essi rigorosamente rivestiti in pelle.

Le “modifiche” maggiori alla linea di questi pezzi di arredamento (poltrone e divani) sono avvenuti negli anni tra il 1950 e il 1960 in America, anche se sono rimaste dei tentativi di cambiamento presto abbandonati.

Nel primo caso alle linee morbide del Chesterfield “classico” con i braccioli a “testa di ariete” vennero preferite forme più squadrate e minimaliste. Inoltre, sempre negli anni ‘50 la struttura in legno venne sostituita con quella in metallo.

Il decennio successivo, invece, significò per la poltrona Chesterfield una grande novità nel campo dei colori: dal classico bruno, verde scuro e bordeaux che la caratterizzavano fin dalla nascita e che richiamavano i colori dell’inghilterra, si passò a colori sgargianti come il rosso vivo, il senape o addirittura il rosa che erano di voga in quegli anni.

L’unica reale modifica avvenuta dai tempi di Lord Stanhope è stata quella di sostituire i piedi della poltrona dalle ruote a fissi: le prime sono cadute in disuso dopo poco tempo, poiché servivano solamente per modificare l’organizzazione degli arredi a seconda del gruppo di conversazione che avrebbe avuto luogo nei palazzi dell’aristocrazia inglese e nei club.

Nuovo o utilizzato? Non ci sono dubbi!

Non voglio giudicare i gusti personali, sui quali, naturalmente, non è possibile discutere.

La poltrona Chesterfield e il divano hanno goduto e godono ancora di grandissimo successo e, proprio per questo, oltre la mercato dei pezzi d’epoca, prolifera il mercato delle nuove produzioni e dei rifacimenti moderni.

Nonostante questo è indubbio che la poltrona Chesterfield, con il passare del tempo, invece di perdere fascino lo aumenta – diventando a mio modesto avviso letteralmente irresistibile: gli anni, per questi divani e poltrone, sono un valore aggiunto, soprattutto sotto il profilo estetico.

Per questo motivo arredatori, architetti o gli appassionati delle suggestioni storiche emanate dall’arte, puntano su Chesterfield d’annata, inserendoli tanto in arredamenti classici che in living moderni.

Ed è per questo che in Galleria Novecento prende posto una poltrona Chesterfield del 1930, spesso ammirata da chi visita il negozio anche per l’acquisto di altri oggetti d’epoca o di antiquariato. Se vuoi maggiori informazioni guarda la scheda sul catalogo online oppure vieni a trovarmi nel cuore di Siena.

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